Gruppo Consiliare FORZA ITALIA 

 

·         Intervento sul BILANCIO DI PREVISIONE 2004

 

 

Il Gruppo Consiliare FI ritiene opportuno segnalare che le considerazioni espresse dal Sindaco e dalla Giunta nelle rispettive Relazioni di Accompagnamento al Bilancio di Previsione 2004 sono spesso prive del necessario fondamento.

 

Il Sindaco nella sua relazione sostiene che le entrate tributarie, e di conseguenza l’ICI e la TARSU, sono state aumentate a causa delle riduzioni di trasferimenti statali e regionali per continuare a garantire i servizi alla comunità, in particolare nell’area sociale, socio-sanitaria, scolastica e culturale. Tale affermazione non corrisponde alla realtà dei fatti.

 

I trasferimenti correnti dello Stato passano da 4.5 a 3.4 milioni di euro e quelli della Regione passano da 1.8 a 1.5 milioni di euro, con un’effettiva riduzione di 1.4 milioni di euro, mentre le entrate tributarie aumentano di ben 2.9 milioni di euro con un’eccedenza di 1.5 milioni rispetto ai minori trasferimenti.

 

La paventata politica di riduzione dei costi di funzionamento è solo ipotetica: infatti, rispetto alle previsioni iniziali dell’esercizio 2003, la spesa corrente subisce un incremento di 1.9 milioni di euro (aumento del 4 %) e, rispetto alla chiusura dell’anno 2002, tale incremento di spesa ammonta addirittura a 4.8 milioni, con un’incidenza percentuale del 10 %.

 

Se a questo punto consideriamo che i servizi ai cittadini quali:

PUBBLICA ISTRUZIONE       (riduzione di 237.000 euro)

CULTURA                                (riduzione di 130.000 euro)

SPORT                                       (riduzione di 245.000 euro)

SETTORE SOCIALE                (riduzione di 669.000 euro)

subiscono tutti una flessione per un importo complessivo di 1,28 milioni di euro, appare chiaro che l’incremento della spesa corrente è dovuto esclusivamente alla dilatazione dei costi per il funzionamento dell’Ente e, di conseguenza, nessun sensibile miglioramento dei servizi ai cittadini viene fornito in cambio dell’aumento della pressione tributaria.

 

E, a proposito dell’aumento dei tributi a carico dei cittadini, è indispensabile una ulteriore considerazione. Siamo in una fase in cui il legislatore nazionale attribuisce un’autonomia finanziaria e quindi tributaria sempre maggiore agli enti locali, trasferendo al contempo nuove e maggiori competenze.

Il futuro dei Comuni è quindi quello di attuare attente politiche tributarie e questo sarà possibile solo potenziando le capacità e le funzionalità dell’ufficio comunale preposto a queste funzioni: l’UFFICIO TRIBUTI. Questa Amministrazione, anziché provvedere al potenziamento di tale ufficio continua a ricorrere a soggetti esterni per l’affidamento dei poteri di riscossione ed accertamento in materia di ICI e TARSU e per la creazione della ormai tristemente nota “banca dati”. Passano gli anni, cambiano i soggetti esterni incaricati, ma la banca dati è ancora un miraggio e, al contempo, si corrispondono compensi altissimi e si continua a non pianificare una dotazione di strutture e di personale atta a potenziare l’ufficio tributi per poter raggiungere, in un prossimo futuro, un consistente aumento delle risorse disponibili ed una sicura contrazione dei costi sugli accertamenti. Inoltre, la gestione dei tributi con professionalità interne al Comune porterebbe all’effettuazione di previsione attente e attendibili in caso di variazione delle aliquote dei tributi.

 

Perché poi l’Amministrazione, nel tentativo di limitare il ricorso ai mutui per gli investimenti, non delibera l’emissione dei cosiddetti BOC (Buoni Ordinari Comunali), strumento finanziario a disposizione delle amministrazioni ormai da anni? Con un rendimento di qualche punto percentuale su base annua questi potrebbero rappresentare un investimento sicuro per la cittadinanza savonese e quindi essere connotati, in un momento di grande crisi del mondo finanziario italiano, anche di una valenza sociale.

 

Infine, un’ultima considerazione in merito alle spese in conto capitale. Il Piano Triennale degli investimenti non fa altro che riproporre interventi non realizzati in passato, senza alcuna reale pianificazione innovativa. Come è possibile considerare NUOVA OPERA ad esempio la sistemazione del parcheggio del Sacro Cuore o l’ampliamento di quello di via Piave, o la sistemazione dell’area Monticello?

Sono opere che si trascinano da anni e il risultato è che Savona è costellata di cantieri aperti e non ultimati, di strutture sportive in perenne rifacimento e mai disponibili, di teatri desolatamente chiusi. 

 

 

Il Capogruppo Consiliare FI 

 

Federico Delfino